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Pubblicato: 27 Aprile 2018 - Categoria: SEO

Lo scorso anno, la SEO e molte comunità di copywriters (insieme a tutti gli imprenditori che si affidano, in gran parte, alle potenzialità di posizionamento del proprio sito) non aspettavano altro che gli imminenti cambiamenti d’algoritmo di Google ed i suoi nuovi parametri che si basavano, sostanzialmente, sulla qualità dei contenuti.

Google ed i nuovi algoritmi

Tuttavia, gran parte delle aspettative non sono state soddisfatte. Nonostante i numerosi cambi di algoritmo avvenuti lo scorso anno, i siti che hanno veramente tratto vantaggio dalle informazioni valide e da scritture autentiche purtroppo non hanno avuto un incremento di traffico superiore alla norma.

Alcuni siti sono stati, ad ogni modo, premiati dai “bot” di Google. Ci sono stati alcuni casi in cui webmaster e impresari del web sono rimasti soddisfatti del piccolo incremento di traffico generato dai nuovi algoritmi. E2M ha creato infatti un’infografica da dove poter controllare tutti gli algoritmi (confermati o presunti) che ci si aspettava.

Anche se gli algoritmi possono portare cambiamenti di vario genere per quanto riguarda l’indicizzazione di un sito, è sempre opportuno mantenere i piedi per terra, senza aspettare una presunta “manna dal cielo” che cambi i processi di ranking sui motori di ricerca di punto in bianco. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa trattavano e come hanno cambiato i ritmi dell’internet.

I principali cambiamenti degli algoritmi del 2017

Considerando questi nuovi aggiornamenti, è opportuno sapere che molti di essi (se non tutti) sono stati progettati per migliorare l’esperienza dell’utente. Di conseguenza, nonostante si necessiti di cambiare strategia frequentemente, si ha bisogno allo stesso tempo di guardare le cose come effettivamente stanno, considerando i nuovi algoritmi come piccole sfumature e non come cambiamenti radicali.

La prima update del 2017 accaduta in concreto è la “Intrusive Intersitials Penalty”. Questa penalizza i siti web che utilizzano pubblicità intrusive che bloccano i contenuti quando l’utente clicca sul motore di ricerca del sito stesso o compie altre azioni al suo interno. L’aggiornamento fu annunciato ufficialmente e numerosi furono i siti web a percepire “l’allarme” in questo senso.

Di conseguenza un consiglio è rimuovere gli “interstitials” che disturbano la navigazione degli utenti. Questo non significa che è necessario rimuovere tutti i CTA o la barra del motore di ricerca, bensì è opportuno assicurarsi che non oscurino o blocchino i testi del sito stesso.

Altro algoritmo del 2017 che ha preso piede riguarda il blocco dei link considerati spam. Google non ha mai confermato propriamente questo fatto, ma gli specialisti della SEO hanno dichiarato che è stato un cambiamento apportato da Penguin (il nemico di tutti i “black hats”, ovvero gli hacker di questo tipo di traffico).

Tale cambiamento ha aiutato Google non solo ad individuare tali link ma anche a non considerarli per le indicizzazioni. Il beneficio fondamentale di questo algoritmo sta nel fatto che Google è riuscito a dare parecchio filo da torcere agli hacker, limitando le loro azioni.

Google ha inoltre aggiornato i criteri dei Quality Rater. Molti sono gli esperti che sospettano che tale parametro consideri, in primis, la qualità dei contenuti. Di conseguenza, sembra sempre più indispensabile puntare sulla qualità e sull’autenticità del contenuto se si vuol rientrare tra le prime posizioni nei motori di ricerca.

Aggiornamenti Google: il focus sui contenuti

Poche sono state le novità che hanno effettivamente portato benefici agli utenti che presentavano contenuti poco rilevanti e di bassa qualità. La nuova update chiamata Fred, infatti, esclude tutti quei siti web che si concentrano molto più sulla reimpostazione della vendita dei prodotti che sulla qualità dei contenuti (e dei prodotti stessi).

Per questo motivo, far scrivere contenuti a copywriters che sanno il fatto suo in quanto a SEO è un must. Potrebbe risultare più costoso del normale, ma allo stesso tempo il proprio sito non verrà penalizzato ma bensì apprezzato, sia da Google che dai visitatori stessi (che possono diventare potenziali clienti).

Alcuni hanno sospettato che i cambiamenti dichiarati di quest’ultimo algoritmo non sono stati apportati completamente, soprattutto considerando il ranking degli eCommerce. Tuttavia, tutti coloro che possiedono un sito di ecommerce potranno aver notato una drastica riduzione di traffico.

Tuttavia, molti sono anche i casi di siti web con problemi tecnici legati alla SEO e di contenuti non esclusivi che hanno ridotto drasticamente la loro posizione, considerando i nuovi parametri d’indicizzazione. Detto questo, è opportuno rivedere la navigabilità e l’esperienza generale all’interno del proprio sito, tenendo di conto anche delle piccole falle tecniche.

Nuovi aggiornamenti estate/autunno 2017

Altre piccoli aggiornamenti hanno modificato i comuni parametri SEO. Uno fra i tanti da considerare è stato Hawk, che nel mese di agosto 2017 ha annullato uno degli effetti (portati da Possum) nel 2016. In pratica, Google ha agevolato gli utenti a condividere il proprio business a livello locale. Dopo aver controllato che il proprio indirizzo e le proprie info personali siano scritte correttamente, è consigliato chiedere a Google stesso di far recensire tali dati dai visitatori del vostro sito, in modo da accorgersi se i visitatori del proprio sito risultano locali o meno.

google bot gli aggiornamenti

In altre parole, gli utenti non possono accedere a risultati internazionali cambiando il dominio di primo livello. Questo aggiornamento, accaduto ad ottobre 2017, ha portato un grande incremento per quanto riguarda gli AdWords, mentre i parametri SERP hanno subito un calo notevole. Insomma, se si ha un’attività locale si è sostanzialmente avvantaggiati, in quanto aggiungere referenze locali può rendervi appetibili a molti più utenti.

Inoltre, dallo scorso dicembre si dichiara che scrivere una metadescrizione che va dai 160 ai 230 caratteri può aiutare notevolmente per quanto riguarda l’indicizzazione su Google. Allungare la metadescrizione è ora vantaggioso e questo perché Google stesso ha puntualizzato che una descrizione iniziale dettagliata può dare un’idea migliore sull’argomento in questione. Un buon metodo è quindi non solo allungare la metadescrizione, ma anche variare le keyword, inserendo quelle appropriate.

Ultima update che ha fatto discutere è stato l’aggiornamento Maccabees. Avvenuto durante il mese di dicembre, questo porta un cambiamento all’algoritmo generale. Tuttavia, tutt’oggi non si sa con precisione a cosa si riferisce nello specifico.



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